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Predict’Air: un nuovo indicatore della qualità dell’aria

 

 

 

L'inquinamento atmosferico da particolato rappresenta un grave problema di salute pubblica. Gli attuali indicatori PM10 e PM2.5, basati sul peso delle particelle, non descrivono in modo esauriente l'impatto a breve termine sulla salute. Gaëlle Uzu, ricercatrice associata IRD1 all’Istituto di Geoscienze dell’Ambiente dell’Università Grenoble Alpes, pone l’attenzione su un ulteriore indicatore: il Potenziale Ossidativo.

Inquinamento da particelle

Studi epidemiologici hanno stabilito che la maggior parte delle malattie croniche derivanti dall'inquinamento atmosferico sono dovute al particolato. I regolamenti attualmente in vigore in Europa utilizzano la concentrazione di massa del particolato (PM) come indicatore e strumento per le avvertenze sulla salute, ma non comprendono i principali determinanti della tossicità delle particelle (composizione, dimensione, solubilità, superficie specifica, speciazione). La maggior parte della massa di particelle ambientali è costituita da componenti a bassa tossicità e le sostanze nocive rappresentano una percentuale molto bassa all’interno della massa. Non abbiamo, dunque, bisogno di un indicatore di impatto sulla salute per tenerci informati?

Un indicatore per la salute aggiuntivo

Il programma Predict'air parteciperà alla ricerca volta a dimostrare la rilevanza del Potenziale Ossidativo (PO) degli aerosol come nuovo indicatore di esposizione alla salute. Studi in vitro del processo hanno dimostrato che le specie ossidanti (metalli e molecole organiche) trasportate principalmente da particelle atmosferiche causano infiammazione polmonare. Gaëlle Uzu, ricercatrice associata IRD all’Istituto di Geoscienze dell’Ambiente dell’Università Grenoble Alpes, sta sviluppando la propria attività di ricerca attorno a tre aree:

  • Il legame tra il Potenziale Ossidativo e la geochimica atmosferica al fine di comprendere la variabilità inter-analisi dei vari metodi di quantificazione OP e i legami con i contaminanti atmosferici e le loro fonti;
  • L’identificazione di un chiaro collegamento tra le misure OP e i dati relativi alla salute (in collaborazione con il team di epidemiologia), comparando la sua natura predittiva con quella dell’indicatore attualmente utilizzato (la concentrazione di massa del particolato, PM);
  • Le condizioni che consentono la transizione allo stato operativo e l'uso del PO come misura aggiuntiva alla concentrazione di massa per la regolamentazione europea.

La Fondazione Grenoble Alpes University2 consente la messa in comune di dati e risorse dal progetto Ice Memory.

A differenza di altri tipi di inquinamento, possiamo regolare l'inquinamento atmosferico attraverso misure ambiziose degli Stati e delle città. La soluzione è collettiva e ogni attore coinvolto deve agire a livello individuale.

 

1 IRD: Istituto nazionale di ricerca francese per lo sviluppo sostenibile
2 Unità mista di ricerca dell’Università Grenoble Alpes, del CNRS, di Grenoble-INP e dell’Istituto di Ricerca per lo Sviluppo (IRD)

 

Il contributo della Air Liquide Foundation

La Fondazione Air Liquide sta contribuendo finanziando 150.000 euro per gli stipendi di un ingegnere di ricerca e un ricercatore post-dottorato, nonché per supportare l'acquisto di apparecchiature di analisi.

Carta di identità del progetto

Promotore dell’iniziativa: Fondazione Grenoble Alpes University
Location: Francia e Bolivia
Anni di supporto: 2019-2022
Sponsor Air Liquide: Air Liquide R&D Manager: Anne-Laure Lesort, group manager, Analytical Sciences, Innovation Paris campus

Indirizzo

Air Liquide Italia S.p.A.
via Calabria, 31
20158 Milano

Telefono:

02 30464994

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