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Predict’Air: misurare l’esposizione all’inquinamento dell’aria

 

 

 

Gaëlle Uzu è una ricercatrice associata IRD (Istituto nazionale di ricerca francese per lo sviluppo sostenibile) e lavora presso l'Institut des Géosciences del'Environnement (Istituto di Geoscienze e dell’Ambiente) di Grenoble. Lei e il suo team, con il supporto della Air Liquide Foundation, stanno sviluppando nuovi indicatori per l'esposizione all'inquinamento atmosferico. L'abbiamo incontrata per saperne di più.

Sentiamo molto parlare di inquinamento nelle aree urbane, il tema della sua ricerca. Ci può dire qualcosa in più sul suo lavoro?

Gaëlle Uzu: L'inquinamento atmosferico da particolato, responsabile della maggior parte delle malattie croniche secondo studi epidemiologici, è un grave problema di salute pubblica. Tuttavia, i regolamenti attualmente in vigore in Europa basati sulla concentrazione di massa del particolato (PM) non descrivono in modo esauriente l'impatto a breve termine sulla salute. Infatti, se la concentrazione di massa è un buon indicatore dell'esposizione a lungo termine, non si può prevedere, ad esempio, se domani i pronto soccorso cureranno 90 o 130 persone per asma o malattie cardio-respiratorie durante i periodi di massimo inquinamento.

La mia ricerca, come parte del programma Predict'Air, consiste nello sviluppo di nuovi indicatori sanitari per misurare l'esposizione all'inquinamento atmosferico. In particolare, lavoriamo sul Potenziale Ossidativo (OP) delle particelle atmosferiche: piuttosto che fare una previsione sulla quantità di particelle nell'aria, vogliamo predire la capacità degli aerosol di essere ossidanti e, quindi, di causare danni al nostro corpo. Rendere pubbliche queste informazioni consentirà alle persone di adattare i propri comportamenti e di evitare costi sanitari per l’intera popolazione.

 

In che modo sviluppa una connessione tra la qualità dell’aria e la salute umana?

Il principio dei test biochimici o degli indicatori che stiamo sviluppando è quello di portare le particelle atmosferiche a contatto con l'ambiente polmonare quando le respiriamo. In concreto, raccogliamo le particelle che si trovano nell'aria e le mettiamo in un ambiente polmonare artificiale. Poi osserviamo la velocità con cui queste particelle consumano gli antiossidanti polmonari che poniamo nell’ambiente polmonare. Quanto più velocemente una particella consuma questi antiossidanti, tanto più è ossidante e più è probabile che causi stress ossidativo nel polmone, un meccanismo chiave alla radice di molti disturbi cardio-respiratori.

Per sviluppare questi indicatori, i ricercatori di chimica atmosferica hanno esaminato il problema dall'altro lato, a partire dagli effetti sulla salute osservati. Sappiamo che lo stress ossidativo è la causa di malattie cardio-respiratorie come l'asma e la bronchite. Partendo da questo, osserviamo la capacità intrinseca delle particelle di ossidare l’ambiente polmonare.

 

Cosa significa per la sua ricerca poter contare sul supporto della Air Liquide Foundation?

Il sostegno di Air Liquide fornisce risorse aggiuntive per far ricerca su un tema così pericoloso. Parliamo frequentemente con gli sponsor del progetto Air Liquide e condividiamo tutti lo stesso desiderio: servire il bene comune. Avere queste interazioni con esperti del mondo imprenditoriale e della società civile arricchisce il nostro pensiero.

 

©Gilles Leimdorfer / Interlinks image / Gaëlle Uzu, IRD Research associate at the Institut des Géosciences de l'Environnement (Institute of Environmental Geosciences) at Grenoble Alpes University

 

Se il suo progetto dovesse realizzarsi, in che modo questi nuovi dati potrebbero aiutarci a cambiare i comportamenti e ridurre le conseguenze dell'inquinamento sulla salute?

Innanzitutto, in termini di costi sanitari evitati: potendo informare in modo semplice le persone, ogni individuo è libero di adattare il proprio comportamento. Oggi, alcuni Stati dell'Unione europea sono penalizzati perché superano i limiti di concentrazione delle particelle. Lo stesso tipo di calcolo potrebbe essere fatto quando il limite di potenziale ossidativo è superato.

Inoltre, modelli statistici e matematici potrebbero essere utilizzati per risalire alle fonti del Potenziale Ossidativo. Ad esempio, possiamo dire che, per una città come Grenoble, le fonti che determinano il Potenziale Ossidativo locale sono il riscaldamento residenziale e il traffico. Possiamo facilmente estenderlo a tutta la Francia e i dati forniscono una visione diversa delle fonti di emissioni di particolato.

 

Che tipo di aria respireremo in futuro nelle nostre città?

Questo dipende dalla città. Alcune avranno intrapreso iniziative importanti a livello locale per migliorare la qualità dell’aria. Per altre, la priorità è la crescita, mentre la qualità dell’aria è un tema secondario e questo è vero soprattutto per quanto riguarda i Paesi in via di sviluppo.Le maggiori sfide sono proprio in questi Paesi (il 90% dei decessi prematuri si verifica, infatti, nei Paesi in via di sviluppo). In ogni caso, la mia sensazione personale è che la città sia il livello giusto per agire, poiché i residenti si sentono coinvolti nelle cose che li riguardano a livello locale. Desidero inoltre ribadire che la sensibilizzazione dell'opinione pubblica è la migliore leva per cambiare le politiche pubbliche.

 

Clicca qui per maggiori dettagli sul supporto della Air Liquide Foundation al progetto

 

Indirizzo

Air Liquide Italia S.p.A.
via Calabria, 31
20158 Milano

Telefono:

02 30464994

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