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Inquinamento atmosferico da plastica: cosa sappiamo?
 

 

 

L’inquinamento da plastica rappresenta, a livello mondiale, una minaccia per l’ambiente, ma che dire della sua presenza in atmosfera? Il laboratorio francese Interactions Moléculaires et Réactivité Chimique et Photochimique1 e l’Istituto di Chimica di Clermont-Ferrand2, sotto la supervisione del CNRS3 e l’associazione Expédition 7e Continent stanno unendo le proprie competenze per rispondere a questa domanda. L’obiettivo: ottenere una migliore comprensione degli impatti di questo tipo di inquinamento atmosferico sugli ecosistemi e sulla salute umana.

Inquinamento da plastica

La produzione di plastica è cresciuta in modo esponenziale da quando è avvenuta la sua industrializzazione negli anni '50. Tuttavia, gran parte della plastica è utilizzata per progettare oggetti dotati di una vita breve, ed è stato fatto molto poco per affrontare il tema della gestione del fine vita di questi oggetti. Diversi studi recenti hanno dimostrato che l'intero pianeta è affetto da inquinamento da plastica.

Una volta nell’ambiente, i detriti di plastica vi rimangono. Si frammentano e si consumano per effetto delle radiazioni solari e di limiti meccanici, formando delle nanoparticelle. La presenza di queste particelle microscopiche è preoccupante, poiché sono in grado di interagire con gli organismi posti a valle della catena alimentare.

8 miliardi di tonnellate

6 miliardi di tonnellate

80% di questi rifiuti

plastica prodotta nel mondo dal 1950 sono diventate rifiuto si trova in discarica o nell'ambiente

 

Trasporto in atmosfera della plastica

La presenza di plastica in ambienti lontani dalle attività umane suggerisce che questo materiale può essere presente nell'atmosfera e trasportato su lunghe distanze. Il team di ricercatori guidato da Alexandra Ter Halle, del laboratorio Interactions Moléculaires et Réactivité Chimique et Photochimique (IMRCP) ha sviluppato un nuovo e innovativo approccio di analisi multidimensionale per:

  • il rilevamento
  • la quantificazione
  • la caratterizzazione fisico-chimica delle particelle di plastica.

Parallelamente, l’Istituto di Chimica di Clermont Ferrand (ICCF) sta sviluppando  metodi di campionamento atmosferico e descrivendo i sottoprodotti di plastica solubile presenti nell'aria.

Queste analisi sono effettuate su campioni raccolti:

1) Sulla sommità del vulcano Puy de Dôme (Auvergne - Francia centrale): precipitazioni (pioggia, neve), aerosol e nubi.

Il network di osservatori atmosferici di Cézeaux-Opme-Puy de Dôme dell’Observatoire de Physique du Globe di Clermont-Ferrand (OPGC) è riconosciuto a livello internazionale per le sue ricerche sugli aerosol e sui gas a effetto serra.

2) Nel Mar Mediterraneo: acqua marina, aerosol.

Obiettivo: scoprire se le zone di accumulo di plastica nell’oceano contribuiscono al trasporto atmosferico della plastica. I campioni sono raccolti a bordo della nave di ricerca Expédition 7e Continent.

La partecipazione della Fondazione Air Liquide

La Fondazione Air Liquide sta contribuendo al lavoro di ricerca finanziando apparecchiature di analisi e stipendi dei membri del gruppo di ricerca.



1 Laboratory of Molecular Interactions and Chemical and Photochemical Reactivity of Toulouse (South of France)
2 Institute of Chemistry of Clermont-Ferrand (Central France)
3 The French National Centre for Scientific Research

Carta di identità del progetto

  • Promotore: CNRS - Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica

  • Location: Francia

  • Periodo di supporto: 2019-2021

  • Manager Ricerca & Sviluppo Air Liquide: Andy Zauner, Ingegnere, Innovation Campus di Parigi

Indirizzo

Air Liquide Italia S.p.A.
via Calabria, 31
20158 Milano

Telefono:

02 30464994

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